Ultima chiamata per Hamilton che ha ancora voglia di lasciare il segno

Lewis Hamilton ha tenuto a farci sapere che non si è mai preparato bene come quest’inverno. Due giorni fa ha postato questo messaggio: “Questo è il massimo che abbia mai fatto tra una stagione e l’altra. Mi impegno al massimo ogni giorno per arrivare più forte che mai quest’anno. Con sollevamento pesi, cardio, flessibilità e allenamento della forza, tutto ruota attorno al progresso, alla resistenza e all’andare oltre il giorno prima. A presto, Melbourne”.

Chi aveva previsto il ritiro di Lewis dopo la disastrosa stagione scorsa è servito. Hamilton è qui ed è qui per un solo motivo: vuole lasciare ancora un segno nella storia della Formula 1.

A 41 anni appena compiuti, con 380 gran premi in 19 stagioni alle spalle e nonostante i 7 mondiali e le 105 vittorie (l’ultima il 28 luglio 2024 in Belgio) è ancora qui a prepararsi come un ragazzino per una nuova stagione.

Finalmente vanno in pensione le auto ad effetto suolo che lui non ha mai amato e infatti in questi ultimi anni ha perso spesso il confronto con il suo compagno di squadra (prima Russell e poi Leclerc) cosa che prina gli era capitata raramente. “Non c’è una sola cosa che mi mancherà di queste vetture“, aveva detto alla fine della scorsa stagione.

La svolta regolamentare gli ha lasciato qualche dubbio: Credo che nessun tifoso lo capirà davvero l’utilizzo dell’energia. È talmente complesso, in modo quasi ridicolo. In un giorno ho fatto sette riunioni e ci spiegano tutto nel dettaglio. Sembra quasi che serva una laurea per capirlo completamente”.

Ma almeno ha potuto dire: “In generale è una macchina più divertente da guidare“.

Quanto lo divertirà lo capiremo subito dal primo confronto con Leclerc. Perchè il valore di Lewis sarà proprio Charles a stabilirlo. Impietoso, ma vero. Se non riuscirà ad essere a livello del suo compagno di squadra, allora non resterà che arrendersi all’evidenza.

Ad un certo punto l’impegno, la passione e il grande lavoro fisico e mentale, possono non bastare mai. Ci sarà un motivo se dai tempi di Nigel Mansell (vincitore a 41 anni e 3 mesi), nella Formula 1 moderna, non ha più vinto nessun ultraquarantenne.

Per Hamilton è la stagione della verità, non è in lotta solo contro Mercedes, McLaren e il suo compagno Leclerc. E’ in lotta soprattutto contro se stesso.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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